Creazione di contenuti a distanza: la nuova normalità?

11 Ottobre 2021

La crisi sanitaria e sociale ha spinto i creatori di contenuti a reinventarsi. Negli ultimi mesi sono emerse nuove forme di produzione di contenuti che sono più fluide, più economiche e sfruttano al massimo le possibilità del lavoro a distanza. Ecco una spiegazione.

È un eufemismo dire che l’onda Covid-19 ha avuto un profondo impatto sui nostri stili di vita, portando all’adozione di nuovi usi e nuovi modi di lavorare. Con questa crisi e le molteplici limitazioni imposte dalle autorità, il telelavoro ha fatto esplodere il suo soffitto di vetro.

Cambiare vita (al lavoro)

Il barometro annuale Malakoff Humanis Telework 2021 evidenzia che al culmine della crisi, il numero di telelavoratori ha raggiunto il 41% dei dipendenti! Anche se questa cifra è scesa di nuovo al 31% alla fine del 2020, il numero di giorni di telelavoro continua ad essere alto con 3,6 giorni a settimana in media (rispetto a 1,6 giorni alla fine del 2019). L’ultimo rapporto di Capgemini sul futuro del lavoro evidenzia che quasi tre aziende su dieci credono che più del 70% dei loro dipendenti continuerà il telelavoro, mentre quasi il 30% dei dipendenti si aspetta di lavorare da casa almeno tre giorni a settimana in futuro. Il telelavoro fa ormai parte della nostra vita.

Telelavoro significa anche digitalizzazione del modo di lavorare: il boom degli strumenti di video chat (Zoom, Hang Out, Teams…) o di conferenze online, l’adozione massiccia di soluzioni di comunicazione in tempo reale come Slack. Secondo Capgemini, la produttività dei dipendenti è aumentata nel 74% delle aziende francesi nel terzo trimestre del 2020 grazie alla riduzione dei tempi di viaggio, agli orari di lavoro flessibili e all’adozione di strumenti di collaborazione virtuale.

La produzione di contenuti è entrata in una nuova dimensione


Dopo un rallentamento iniziale, le aziende di tutte le dimensioni e in tutti i settori hanno capito rapidamente il valore di continuare a produrre contenuti coinvolgenti per rimanere in contatto con i loro clienti e comunità. In Francia anche il governo lo ha capito, offrendo un assegno di 500 euro per aiutare le piccole e medie imprese che hanno dovuto chiudere durante la crisi a creare il loro sito web.

Non è quindi sorprendente che il commercio elettronico goda di buona salute. La Fevad (Federazione del commercio elettronico e a distanza) ci dice che le vendite su internet raggiungeranno i 112 miliardi di euro nel 2020 grazie alla digitalizzazione accelerata del commercio al dettaglio, con un aumento dell’8,5% in un anno. Come si può intuire, le vendite su internet hanno mantenuto in attività molti negozi fisici chiusi.

Detto questo, mettere un sito web online non è sufficiente per farlo funzionare. In un mondo ultra-competitivo in cui i prodotti di tutto il mondo sono accessibili in una manciata di clic, devi far sì che i clienti e i potenziali clienti vogliano comprare offrendo loro un contenuto d’impatto. Come un video.

    

Come studio di creazione di video, ricordiamo costantemente ai nostri clienti che il 90% dei consumatori dice che i video li aiutano a prendere una decisione d’acquisto, 7 consumatori su 10 preferiscono i video al testo quando si informano su un prodotto o servizio e il 64% dei consumatori è più propenso a comprare un prodotto online dopo aver visto un video su di esso. L’efficacia dei contenuti video sulla decisione d’acquisto è stata provata!

Nonostante questo, entrare nella produzione video può ancora spaventare alcune persone, specialmente le VSE e le PMI che hanno un budget di comunicazione limitato. Ma i tempi sono cambiati! E non si tratta solo di video. I formati che avevano la reputazione di essere troppo costosi sono ora diventati abbastanza accessibili grazie a nuovi operatori che stanno rivoluzionando il modo in cui il contenuto viene prodotto.

Il boom dei podcast

Ieri, un pubblicitario che voleva creare un programma radiofonico si è imbarcato in una strana impresa: affittare uno studio di registrazione, reclutare degli specialisti, stabilire dei palinsesti… Un vero e proprio percorso a ostacoli, sia in termini di budget che di logistica. Oggi, niente di più facile che registrare un podcast a distanza! Le condizioni: un buon microfono, un registratore (quello del tuo smartphone può andare bene), una stanza adatta (non troppo grande e senza rumore) e, soprattutto, una buona connessione internet. Sono emerse molte soluzioni che permettono ai podcaster di esprimersi senza finire i loro fondi. Questi includono SquadCast e Zencastr (che offre una versione gratuita).

Il boom dei video

Il video non è da meno. Si tratta di una tendenza di base che ha preceduto la crisi sanitaria: con lo stesso budget, gli inserzionisti devono moltiplicare i video per distribuirli in modo mirato sui vari social network. Da qui l’interesse a filmare se stessi, con il proprio telefono, prima di ricorrere a una soluzione di editing online semplificata, come Studio, che permette di migliorare la qualità dei video prodotti grazie a funzionalità facili da usare (modelli, traduzioni e sottotitoli, trascrizioni, refusi e animazioni, risorse audiovisive royalty-free, ecc.) Questo nuovo modo di fare le cose rende facile produrre video creativi al volo e a basso costo. E si adatta a una grande varietà di formati: tutorial, interviste, teaser, offerte promozionali, offerte di lavoro o anche tour di proprietà. Come ha dimostrato la crisi sanitaria, il lavoro a distanza e la produzione di video vanno ormai di pari passo. L’uso di una piattaforma di creazione di video online permette a tutte le parti coinvolte in un progetto di modificare, condividere e convalidare i video in tempo reale. Inoltre, una soluzione come JustEdit.Studio permette anche ai suoi clienti di avere accesso in qualsiasi momento a una rete internazionale di professionisti per potenziare i video prodotti (montatori, grafici, scrittori, direttori creativi…).
Non c’è dubbio che la produzione di contenuti è entrata in una nuova era, a distanza e online. Ne fai parte?

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